Chi siamo
Nel 2002, anno di nascita del mensile, la Città Tuscolana andava alla sua prima stampa con questo editoriale:
C’è una nuova città, ma non è segnata da nessuna carta.
Eppure vi abitano più di 50mila abitanti. Siamo noi, gli abitanti della “città tuscolana”, cittadini di questa aggregazione di comunità sui colli del Tuscolo: Frascati, Grottaferrata e Monte Porzio Catone.
Se poi consideriamo le altre comunità vicine,
con le quali condividiamo reti di servizi (e disservizi),
trasporti, istituzioni, uso del tempo libero e cultura,
la nostra città assume dimensioni e complessità pari a quelle di un qualsiasi capoluogo di provincia italiano.
[…]
Questo vuole essere il nuovo giornale della neonata città tuscolana. Senza presunzione, vogliamo riuscire a comunicare il nuovo
che sta emergendo nella nostra realtà e che non trova riscontro
nella stampa locale, ancora legata a una visione campanilistica, appassionata di gossip pseudopolitico (dove il “si dice in piazza…” diventa spesso l’unico elemento di valutazione politica) e, per finire, apertamente schierata su posizioni di centrodestra.
Siamo convinti che i nostri concittadini meritino di essere informati con maggiore apertura mentale, con una diversa prospettiva di crescita civile, con minore provincialismo. Questo giornale vuol essere uno strumento utile per il cittadino e il territorio, con l’obiettivo di realizzare un circolo virtuoso tra cittadinanza, associazioni e gruppi che operano sul territorio e amministrazioni locali. Cercheremo di offrire una lettura originale, che sia al tempo stesso seria, documentata e attendibile, ma anche gradevole e stimolante.
Da quel febbraio del 2002 la Città Tuscolana è cresciuta, arrivando a stampare 10mila copie mensili distribuite
su 10 comuni, formando decine di nuovi giovani redattori
e rinnovandosi nella grafica. Ma ancora oggi manteniamo
lo stesso entusiasmo, la voglia di rendere un servizio
di qualità e la convinzione che per fare al meglio il nostro lavoro è necessario un rapporto, stretto e bilaterale,
col territorio che ci ospita.
Riccardo Mancini
